L’Associazione Cure Palliative ODV nasce a Bergamo nel 1989,
e collabora da subito a domicilio con l’allora USL e con gli
Ospedali Riuniti: oggi sostiene l’ASST Papa Giovanni XXIII
di Bergamo e il Dipartimento Interaziendale di Cure Palliative al
fine di potenziare e migliorare le cure palliative.
Le cure palliative consistono nel fornire assistenza attiva e
totale ai pazienti inguaribili in fase avanzata e terminale, nel
momento in cui la malattia non risponde più alle terapie
mediche. In questi stadi, il controllo del dolore, dei sintomi e
degli aspetti emotivi, spirituali e sociali diventa quindi
predominante rispetto al trattamento terapeutico medicale.
In questo ambito interviene l’Associazione Cure Palliative,
rivolgendo i propri servizi non solo al paziente, ma anche alla
famiglia e alla comunità in generale, allo scopo di
garantire la migliore qualità di vita al paziente, fino
alla fine. Attraverso le donazioni, l’attività di
volontariato e l’organizzazione di corsi ed eventi,
l’Associazione si pone l'obiettivo di offrire sollievo e
supporto ai pazienti, standogli accanto fino alla fine.
Anche per l’anno 2019 la nostra associazione dona al
Papa Giovanni XXIII € 200.000 per confermare il rinnovo
di contratti di varie figure sanitarie che prestano la loro
attività presso l’Hospice Kika Mamoli - Arnaldo
Minetti di Borgo Palazzo e a domicilio per la cura e
assistenza dei malati in fase avanzata. Continuano gli
incontri con le scuole superiori con l’obiettivo di
incontrare gli studenti al fine di informare, e
sensibilizzare sulle Cure Palliative.
Si svolge l’Assemblea annuale dei soci e
anche per l’anno 2019 si svolge il nuovo corso dei
volontari. Abbiamo stampato 30.000 opuscoli delle
Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) che abbiamo
distribuito gratuitamente su tutto il territorio della
bergamasca. Incontri e altre iniziative con il nostro coro e
gruppo teatrale prendono forma. Successo del 18° Gran
Galà che anche per quest’anno cambia location,
il Teatro Sociale di Bergamo in Città Alta.
Inizia l’anno 2018 con la donazione al Papa Giovanni XXIII di € 286.500, continuano gli incontri con le scuole superiori con l’obiettivo di incontrare gli studenti al fine di informare, e sensibilizzare sulle Cure Palliative. Si svolge l’Assemblea annuale dei soci e anche per l’anno 2018 si svolge il nuovo corso dei volontari. Incontri e altre iniziative con il nostro coro e gruppo teatrale prendono forma. Successo del 17° Gran Galà che quest’anno cambia location, il Teatro Sociale di Bergamo in Città Alta.
Anno 2017 Acp dona 470.000 euro per i contratti di medici palliativisti e psicologi all’ASST Papa Giovanni e all’AST della Provincia di Bergamo, nasce l’Inserto una nuovo periodico con un approccio soft al mondo delle Cure Palliative, si svolge il nuovo corso dei volontari Acp, l’Assemblea annuale dei soci Acp; si svolgono i seguenti eventi: il Gran Galà Bergamo, concerti in teatro va anche in scena il Caravaggio, Camminata per l’hospice tutti gli eventi che hanno avuto l’occasione per continuare la raccolta firme. Inizia la nostra partecipazione al progetto IORT e si realizza il Progetto finanziato con i fondi dell’8x1000 dell’unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI). Ottimo lavoro con gli Istituti Superiori.
Anche l’anno 2016 prosegue all’insegna di corsi di formazione con l’Università di Bergamo e Ats che con Acp si fa promotrice di un corso per garantire continuità terapeutica e assistenziale. Si pubblicano dati di attività del 2015 USCCP HPG 23 e del 2014 relativi alla rete bergamasca, continuiamo la raccolta firme della nostra Associazione partecipando a vari spettacoli e concerti in vari paesi della bergamasca, si à svolta la tradizionale edizione del Gran Galà Bergamo e sono continuate le collaborazioni con il coro Kika Mamoli, il gruppo teatrale Acp e Air for Brass the Berghem. Congresso Sicp a Roma con presenza della delegazione bergamasca, Camminata Nerazzurra, Cena tradizionale da Giuliana e la nostra Camminata Bergamo ha un cuore grande.
Si svolge un altro corso per volontari. Prosegue il programma di formazione congiunto con ASL e Università: 3 convegni, un corso in tre edizioni, un corso universitario e un corso universitario avanzato. Vengono organizzati convegni di formazione in collaborazione con IPASVI e Habilita. Si intensificano gli interventi di informazione/formazione nelle scuole superiori della provincia e inizia un rapporto strutturato con l’ufficio del Provveditorato agli Studi di Bergamo. L’attività di comunicazione è una priorità per ACP: Gran Galà, Spettacolo per l’Hospice al Secco Suardo, concerti del Coro Kika Mamoli, spettacoli del gruppo teatrale, concerti delle Bande Musicali, banchetti in piazza, gare sportive, Camminata Nerazzurra dell’Atalanta, pubblicazione del periodico "Verso Sera", di depliant su ACP e servizi di cure palliative, campagna per il 5x1000, serate informative nei paesi, articoli su quotidiani locali,partecipazione a programmi televisivi.
Ricorre il 25° anno di fondazione dell’Associazione. Si organizza in occasione dell’11 novembre, Giornata di San Martino, una serata di approfondimento sul tema delle cure palliative e di spettacolo. Viene cambiato il logo scegliendo un albero di ulivo, simbolo di pace e fratellanza. Iniziano i percorsi di formazione organizzati in collaborazione con ASL e Università di Bergamo rivolti ad operatori e volontari in cure palliative di tutta la provincia. Continuano le attività di comunicazione grazie a spettacoli, banchetti in piazza, gare sportive, cene, momenti di informazione nei paesi e nelle scuole. Nasce il gruppo teatrale ACP che nell’autunno inizia a portare per i teatri della provincia il proprio spettacolo "Aspetta ti accompagno". Viene pubblicato il n. 50 di "Verso Sera".
Si ricordano i 20 anni di fondazione dell’Associazione Cure Palliative: la sua storia, le attività, i risultati raggiunti e le aspettative sono raccolte in un pieghevole stampato in migliaia di copie e distribuito in modo capillare in tutta la provincia. Nel mese di novembre, in occasione della giornata di San Martino, si svolge il Convegno "20 anni di cure palliative a Bergamo: il progetto e la costruzione della rete". Si svolge un nuovo corso per volontari. Continua l’opera di sensibilizzazione ed informazione nei confronti della popolazione sulle cure palliative e sui servizi offerti sul territorio grazie ad incontri, eventi, cene e spettacoli. Si consolidano i rapporti con bande musicali e cori per l’organizzazioni di momenti di divulgazione. ACP apre alla comunicazione 2.0 con un gruppo e una pagina Facebook, Twitter e un canale YouTube. Prosegue l’attività di formazione permanente di volontari ed operatori.
Nuovi corsi di formazione per volontari, sostegno alla formazione degli operatori, organizzazione di convegni scientifici e di sensibilizzazione, pubblicazione di opuscoli e rafforzamento di "Verso Sera"... L’Associazione Cure Palliative moltiplica le iniziative per diffondere la cultura delle cure palliative e per ramificare la rete di cura e assistenza, in degenza e a domicilio. Nel 2008 nasce il Coro dell’Associazione intitolato a Kika Mamoli.
Si svolgono altri due corsi di formazione con reclutamento e inserimento di nuovi volontari. I miglioramenti qualitativi della degenza nell’ Hospice di Borgo Palazzo si coniugano con crescente sforzo per capillarizzare l’assistenza domiciliare in tutta la provincia, fino a giungere alla creazione della Centrale Operativa Cure Palliative e Domiciliarità, con il ruolo di garantire consulenza e supervisione alle equipe territoriali 24 ore su 24, sette giorni su sette. Attraverso l’esperienza del Comitato Ospedale Senza Dolore degli Ospedali Riuniti si pongono le premesse per strutturare la formazione sulla Terapia del Dolore in tutte le strutture ospedaliere e sul territorio. Il 14 luglio 2005 muore nel suo Hospice la presidente dell’Associazione Cure Palliative, Kika Mamoli Minetti.
L’ACP aderisce alla Federazione Cure Palliative. Continuano le iniziative di sostegno (conferenze, cene, tiro al volo, calcio, galà...) e si consolida l’attività dell’Hospice. Iniziano le edizioni annuali del Gran Galà Bergamo al Teatro Donizetti per la qualità di cura e assistenza ai malati in fase avanzata.
L’aspetto primario dell’attività è il sostegno all’Hospice di Borgo Palazzo con decine di volontari impegnati, mentre gli altri sono occupati nel day hospital dell’ospedale, nel domicilio, oltre che nella propaganda e raccolta fondi. Sono numerose le promozioni e le iniziative (conferenze, spettacoli, cene, gare...) Aumentano i corsi di formazione e altri volontari si affiancano a quelli precedentemente formati, rafforzando soprattutto i turni di presenza in Hospice 7 giorni su 7, dalle 8 alle 22 circa. L’ACP promuove con altre 20 associazioni il Forum delle Associazioni di Volontariato Socio Sanitario Bergamasche e molte iniziative unitarie.
L’attività prevalente si sposta necessariamente sulla ristrutturazione del padiglione Verga messo a disposizione dall’ASL di Bergamo nell’area dell’ex Ospedale neuro-psichiatrico, per realizzare la casa-ospedale per malati inguaribili in fase avanzata. Decine di iniziative (cene, feste, gare sportive, conferenze, spettacoli,...) coinvolgono i cittadini nella raccolta di parecchi miliardi di vecchie lire, necessari per completare l’opera. L’Associazione partecipa anche alla manifestazione televisiva "30 Ore per la Vita", dando evidenza nazionale all’obiettivo dell’Hospice. Con la fine 2000 la struttura diventa operativa e si inserisce nel ciclo dell’assistenza totale: reparto, domicilio, Hospice.
Nel 1997 proponiamo il nostro notiziario, sosteniamo l’obiettivo delle dimissioni protette in Ospedale, prepariamo i nuovi volontari e raccogliamo consensi sulla parola d’ordine di un Hospice per Bergamo. Da questa sintesi degli interventi emergono gli aspetti caratteristici dell’Associazione, i rapporti fra la stessa ed il gruppo di specialisti operanti nell’ambito della struttura ospedaliera e poi attivi anche come soci nell’Associazione.
Si potenziano le strutture dell’Associazione, si consolidano i rapporti di collaborazione con le strutture sanitarie territoriali, si moltiplicano gli interventi: si ottiene l’iscrizione al Registro Regionale del Volontariato e si partecipa anche ai lavori della "Commissione Regionale Cure Palliative", insieme alle più importanti organizzazioni esistenti. Si svolge un nuovo corso di formazione e informazione per volontari.
Iniziano gli incontri bimestrali con altre associazioni di volontariato e in particolare con l’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), con l’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), con la Fabio Sassi di Merate (Associazione impegnata nell’assistenza domiciliare e nella creazione di un hospice), con la Paolo Belli di Bergamo (attivissima sul problema della leucemia e nella creazione del laboratorio di ematologia), con il CFP (Centro di Formazione Permanente Francesca Petazzi).
Nel 1993 si articola la collaborazione con le strutture territoriali dell’allora USSL 29 e con i servizi socio sanitari del Comune di Bergamo. Nel 1994 viene organizzato un altro breve corso di formazione per volontari e istituzionalizzata la supervisione di uno psicologo ai gruppi impegnati nell’Assistenza domiciliare. Attraverso qualche conferenza periferica (Villa d'Almè, Paladina, Ponte S. Pietro, Trescore, Gazzaniga,) si diffonde la conoscenza della problematica della terminalità e delle cure palliative nonché dell’Associazione. Continua nel frattempo la diffusione del depliant divulgativo e la raccolta di adesioni e di sottoscrizioni.
Nell’aprile vi è una richiesta di riconoscimento giuridico all’interno degli Ospedali Riuniti di Bergamo dell’attività di Cure Palliative, in sinergia con l’Associazione, con risposta positiva da parte del Consiglio Sanitario: nasce il Centro di Terapia del Dolore e Cure Palliative.
Viene promosso il primo Corso di Formazione del Volontariato da parte della Lega per la lotta contro i tumori e dell’Assessorato ai Servizi Sociali di Bergamo presso l’Aula Consiliare della Caversazzi a Bergamo. Il 21 marzo 1989 viene costituita l’"ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO E LA DIFFUSIONE DELLE CURE PALLIATIVE". Nell’aprile dello stesso anno vi è l’iscrizione dell’Associazione all’ufficio del registro di Bergamo. Nello stesso mese si organizza il Convegno regionale "Cure palliative: l ’assistenza al malato terminale". In dicembre si fa richiesta di adesione alla Società Italiana Cure Palliative, con sede a Milano, e l ’accettazione arriva nel febbraio del 1990. Seguono partecipazioni a corsi e congressi dei medici Dr. Cossolini, Dr. Colombi e Dssa. Moneta.
L’"Associazione per lo studio e la diffusione delle Cure Palliative" nasce a Bergamo nel marzo del 1989, ma la sua costituzione è il punto d’arrivo di un percorso che ha le sue origini nel 1978, quando, presso il 2^ Servizio di Anestesia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, si concretizza in un laboratorio di "Terapia del dolore", con interesse specifico per il dolore nel malato terminale. L’embrione dell’Associazione risale al gennaio 1988 quando il Dr. Ricucci ed il Dr. Cossolini presentano al Municipio di Bergamo un documento per l’attuazione nel territorio cittadino delle Cure Palliative.
L’anno 2020 è stato sconvolto dal Covid-19,
dalle migliaia di morti e dalle centinaia di migliaia di
contagiati in tutto il Mondo, siamo riusciti comunque
nonostante la situazione a donare 200 mila euro al Papa
Giovanni, nononstante abbiamo subito un stop obbligatorio
per tutti i nostri volontari, e le nostre attività.
L’anno 2021 ancora caratterizzato dal Covid-19 ci ha
permesso una ripresa lenta ma significativa, riprendendo
l’accompagnamento dei malati in hospice e a domicilio.
I nostri volontari si sono resi disponibili
nell’affiancare i medici ed infermieri nella campagna
vaccinale covid, siamo riusciti a svolgere il corso per i
nuovi volontari e riprendere alcune iniziative, come la
nostra camminata, la cena di Natale, il concerto di Natale.
Nonostante le poche attività abbiamo garantito la
donazione annuale di oltre 100 mila euro al Papa Giovanni
XXIII.
L'Associazione fin dal suo inizio, ha scelto di operare fornendo sostegno e collaborazione alle Istituzioni pubbliche (ASST Papa Giovanni XXIII, con cui opera in regime di convenzione, ATS Bergamo, Ufficio Scolastico Regionale sede territoriale di Bergamo) e mantiene un rapporto costante con la F.C.P. (Federazione Cure Palliative) e con la SICP (Società Italiana Cure Palliative), organizzazioni di settore impegnate a livello nazionale nello specifico settore delle cure palliative.
Le attività del 2022 dopo l'emergenza sanitaria Covid-19 sono lentamente riprese come segue:
Nel 2022 abbiamo partecipato agli eventi come segue:
Durante l'anno il coro Kika Mamoli ha regalato momenti di musica per pazienti, parenti e popolazione intervenuti a:
L'Associazione fin dal suo inizio, ha scelto di operare fornendo sostegno e collaborazione alle Istituzioni pubbliche (ASST Papa Giovanni XXIII, con cui opera in regime di convenzione, ATS 24 Associazione cure palliative - Bilancio e Relazione di missione 2023 Bergamo, Ufficio Scolastico Regionale sede territoriale di Bergamo) e mantiene un rapporto costante con la F.C.P. (Federazione Cure Palliative) e con la SICP (Società Italiana Cure Palliative), organizzazioni di settore impegnate a livello nazionale nello specifico settore delle cure palliative.
Le attività del 2023 si sono svolte come segue:
attività diverse: dai banchetti per sensibilizzare ai convegni, così come grazie a interventi mirati all'interno di eventi organizzati da e con altre organizzazioni. Importanti sono stati anche l'utilizzo di canali social;
Nello specifico delle sue attività, l'Associazione collabora dunque a sostenere per l'ASST i seguenti servizi di volontariato e riguardano le attività qui di seguito riportate:
Nel 2023 abbiamo inoltre partecipato agli eventi come segue:
Il coro Kika Mamoli ha regalato momenti di musica per pazienti, parenti e popolazione intervenuti a:
Sviluppo di progetti Progetto scuole: sono continuati gli incontri per studenti e docenti sul tema delle cure palliative e della promozione dello sviluppo psicosociale, attività svolta in presenza in diversi Istituti scolastici della bergamasca (Liceo Mascheroni, Liceo Federici di Trescore Balneario, Galli). Abbiamo partecipato ad un progetto di alternanza scuola-lavoro con il Centro di Formazione Professionale Scuola d'Arte Andrea Fantoni, in questa occasione i ragazzi dell'istituto della classe 2^ hanno sviluppato un progetto di immagine coordinata della nostra associazione.
Durante l'anno 2023 la nostra associazione ha partecipato con soddisfazione al Progetto "Insieme si può. Insieme Funziona." collaborando con altre associazioni parlando di cultura della salute, un progetto concreto che dà l'opportunità di visite di prevenzione, diagnosi precoce e l'impegno di sensibilizzare la popolazione intorno a temi dedicati.
28 Associazione cure palliative - Bilancio e Relazione di missione 2023
Partecipazione a convegni Nell'ambito del progetto "Insieme si può. Insieme Funziona." abbiamo preso parte ai seguenti convegni:
Con profonda commozione e sincera gratitudine, desidero
dedicare un ricordo speciale al Dott. Arnaldo Minetti,
figura straordinaria che ha lasciato un segno indelebile
nella nostra Associazione e nella vita di coloro che ha
avuto il privilegio di incontrare. Il suo impegno
instancabile, la sua visione lungimirante e la sua profonda
umanità hanno contribuito in modo determinante alla
crescita e alla solidità dell'Associazione Cure
Palliative ODV, di cui è stato promotore, sostenitore
e Presidente instancabile fino al 14 marzo 2024.
Il Dott. Minetti non è stato solo una guida per la
nostra Associazione, ma un vero pioniere delle cure
palliative in Italia. In un'epoca in cui queste pratiche
erano ancora poco conosciute e riconosciute, insieme a Kika
ha avuto il coraggio e la determinazione di promuovere il
primo modello di hospice pubblico nel nostro Paese,
contribuendo a gettare le basi per un sistema di assistenza
dedicato ai malati in fase avanzata. Grazie alla sua visione
e alla sua capacità di interlocuzione con le
istituzioni, le cure palliative hanno iniziato a essere
percepite come un diritto fondamentale, aprendo la strada a
una legislazione più attenta e strutturata.
Fin dall'inizio, il Dott. Minetti ha creduto nella missione
della nostra Associazione, offrendo il suo tempo, le sue
competenze e la sua dedizione per garantire che ogni persona
potesse ricevere cure dignitose e un accompagnamento
rispettoso nella fase finale della vita. La sua
sensibilità e il suo spirito di servizio hanno
ispirato volontari, operatori sanitari e tutti coloro che
operano nell'ambito della cura, trasformando l'impegno
individuale in una missione collettiva di grande valore
sociale e umano. La sua capacità di ascolto, la sua
saggezza e la sua empatia hanno rappresentato un faro per
tutti noi.
In ogni iniziativa, in ogni progetto, la sua presenza si
è fatta sentire con forza, orientando scelte anche
istituzionali verso il bene comune e la solidarietà.
Il Dott. Minetti ha saputo coniugare l'efficacia dell'azione
tipicamente imprenditoriale che lo connotava con il calore
dell'umanità, rendendo la nostra Associazione un
importante punto di riferimento locale e nazionale per chi
si trova ad affrontare il delicato percorso che caratterizza
il tratto finale della vita. La sua eredità non
è solo nelle opere realizzate, ma anche nei valori
che ha trasmesso: la garanzia 3 Associazione cure palliative
ODV - ETS, Bilancio e Relazione di missione 2024 della
gratuità delle cure palliative inserite a pieno
titolo all'interno dell'offerta prevista dal Servizio
Sanitario Nazionale, il rispetto e la tutela della
dignità umana, e la capacità di prendersi cura
degli altri con autentica partecipazione nella convinzione
che nessuno debba essere lasciato solo nella sofferenza.
Oggi, nel ricordarlo, rinnoviamo il nostro impegno a portare
avanti con determinazione e passione la sua visione e quella
di Kika, affinché l'Associazione Cure Palliative ODV
continui a essere un luogo simbolo di accoglienza, supporto
e speranza per tutti coloro che ne hanno bisogno. Grazie,
Dott. Minetti: il tuo esempio continuerà a vivere nei
nostri cuori e certamente nelle nostre azioni.
L'Associazione fin dal suo inizio, ha scelto di operare fornendo sostegno e collaborazione alle Istituzioni pubbliche (ASST Papa Giovanni XXIII, con cui opera in regime di convenzione, ATS Bergamo, Ufficio Scolastico Regionale sede territoriale di Bergamo) e mantiene un rapporto 23 Associazione cure palliative ODV - ETS, Bilancio e Relazione di missione 2024 costante con la F.C.P. (Federazione Cure Palliative) e con la SICP (Società Italiana Cure Palliative), organizzazioni di settore impegnate a livello nazionale nello specifico settore delle cure palliative.
Le attività del 2024 si sono svolte come segue:
Importanti sono stati anche l'utilizzo di canali social;
Nel 2024 abbiamo inoltre partecipato agli eventi come segue:
Il coro Kika Mamoli Durante l'anno il coro Kika Mamoli ha regalato momenti di musica per pazienti, parenti e popolazione intervenuti a:
Sono continuati gli incontri per studenti e docenti sul tema delle cure palliative e della promozione dello sviluppo psicosociale, attività svolta in presenza in diversi Istituti scolastici della bergamasca (Isis Mamoli Mariagrazia, Liceo Sarpi, Liceo Mascheroni, Liceo Federici di Trescore Balneario).
In queste giornate abbiamo avuto modo di parlare con gli studenti e di notare un forte interesse per questo argomento così delicato e così poco trattato in ambito famigliare.
Dal 2023 la nostra associazione, con la partecipazione di altre associazioni di volontariato, ha aderito a questo importantissimo progetto basato sulla prevenzione e informazione partecipando a diversi convegni mirati alla cultura della salute e alla diagnosi precoce. Eventi dedicati alla popolazione con il coinvolgimento degli studenti.
Riconoscere che il 2025 non è stato un anno qualunque
per la nostra Associazione. È stato un anno intenso,
denso, attraversato da molte iniziative, molti incontri,
molte presenze, ma soprattutto da un filo di
continuità molto chiaro, quello di una
comunità che continua a lavorare perché la
cura non arrivi tardi, non resti ai margini, non sia
percepita come un tema per pochi, ma come una
responsabilità che riguarda tutti.
Nel corso del 2025 abbiamo continuato a fare ciò che
da sempre orienta il nostro impegno, sostenere la
qualità della cura e dell'assistenza per le persone
con malattia inguaribile e per le loro famiglie, promuovere
la cultura delle cure palliative, rafforzare il legame tra
Hospice, territorio, volontariato, istituzioni, scuola e
cittadinanza. Ma quest'anno tutto questo ha assunto una
forma ancora più visibile, perché alle
attività quotidiane si sono aggiunte occasioni
pubbliche, formative e solidali che hanno reso ancora
più evidente quanto il nostro lavoro sia radicato
nella vita della comunità.
Non si è trattato semplicemente di fare di
più. Si è trattato di esserci, con
continuità, con responsabilità, con quella
tenacia che negli anni è diventata una cifra
riconoscibile del nostro modo di stare accanto alle
persone.
L'anno si è aperto con le prime attività di
formazione e con gli incontri pubblici sul territorio, che
continuano a rappresentare uno degli strumenti principali
attraverso cui l'Associazione costruisce consapevolezza e
relazione. Da lì in avanti il lavoro non si è
mai interrotto, ma ha preso forma attraverso una presenza
costante, capace di attraversare contesti diversi e di
parlare a pubblici differenti.
Nel corso dei primi mesi primaverili questa presenza si
è tradotta nell'intitolazione dell'Hospice ad Arnaldo
Minetti, accanto a Kika Mamoli: un segno forte e concreto,
non solo di riconoscimento, ma di visione, da parte delle
Istituzioni, circa il ruolo e il senso del portare avanti il
progetto Hospice e delle cure palliative più in
generale sul nostro territorio.
Con l'arrivo dell'estate, il legame con la città e
con il territorio si è reso ancora più
evidente. La partecipazione alla Strabergamo, che ha scelto
di destinare all'Associazione la raccolta fondi e il rinnovo
della straordinaria relazione che ci lega da decenni con i
Bikers, in occasione della loro Festa Bikers. Una
comunità straordinaria con cui siamo legati in
maniera indissolubile da valori comuni e con la quale ci
riconosciamo per passione, impegno, dedizione e spirito di
sacrificio. Un gruppo che anche nel 2025 ci ha restituito
con chiarezza il valore di una fiducia costruita nel tempo e
di cui andiamo fortemente orgogliosi.
Non solo momenti di sostegno, ma segni concreti di
comunità che riconoscono e accompagnano il nostro
lavoro.
Parallelamente, lungo tutto l'anno, si è sviluppato e
consolidato il percorso di "Insieme si può. Insieme
funziona.", che ha dato vita a numerosi incontri e convegni
condivisi tra associazioni del settore salute. Un lavoro che
non si è concentrato in un momento specifico, ma che
ha attraversato l'intero 2025, contribuendo a costruire un
modo sempre più concreto di fare sistema, destinato a
proseguire anche nel 2026.
Allo stesso tempo, la partecipazione attiva
dell'Associazione all'interno del Dipartimento
Interaziendale di Cure Palliative ha continuato a
rappresentare un elemento centrale del nostro impegno. Un
luogo di confronto e costruzione condivisa che mette in
relazione le 3 ASST, l'ATS, i soggetti accreditati, i medici
di medicina generale, i servizi sociali con i loro ordini
professionali, le RSA della nostra provincia, i caregiver e
il Terzo Settore, del quale continuiamo ad essere una
presenza fortemente attiva e di stimolo, coerente con il
percorso costruito da Kika e Arnaldo.
Accanto a questo lavoro, è proseguito anche il nostro
impegno all'interno di incontri bimestrali nel COTSD, il
Comitato Ospedale-Territorio Senza Dolore, che rappresenta
da anni un ulteriore spazio di confronto strutturato tra i
diversi livelli e specialismi della nostra ASST. Accanto a
questa attività, il COTSD nel 2025 ha promosso anche
un'importante iniziativa di sensibilizzazione sul tema del
dolore, che si è concretizzata in una motorata
partita dall'ospedale e conclusasi presso l'Hospice, dove
abbiamo organizzato un momento di incontro e
restituzione.
Un lavoro puntuale, continuo, che ci vede coinvolti nel
dialogo tra ospedale e territorio e tra reparti e che, anche
nel 2025, ha contribuito a rafforzare ulteriormente
l'integrazione tra professionisti e servizi, con particolare
riferimento all'ambito della nostra ASST.
Accanto a tutto questo, nel corso dell'anno si sono
sviluppate esperienze che raccontano bene la
profondità del lavoro che stiamo portando avanti. Tra
queste, l'attivazione del servizio di assistenza spirituale,
resa possibile anche grazie alle risorse raccolte,
coadiuvate dall'intervento di un'altra Associazione con cui
abbiamo stretto una importante comunione d'intenti, che ci
impegneremo a coltivare e a far crescere: Tutti con Teo. E'
stato grazie anche al loro contributo che si è deciso
di iniziare questa nuova esperienza, che a distanza di
qualche mese, si sta rivelando di grande valore e importanza
per la nostra struttura. Un accompagnamento discreto ma
profondo, capace di intercettare bisogni spesso non espressi
e che oggi rappresenta un tassello importante nella
qualità complessiva della cura che riusciamo a
offrire.
Allo stesso modo, è proseguito con grande
intensità il lavoro nelle scuole, che per noi non
è un'attività accessoria, ma una scelta
precisa e importantissima, perché entrare nei
contesti educativi significa costruire cultura, aprire spazi
di riflessione e aiutare le nuove generazioni a confrontarsi
con temi complessi con maggiore consapevolezza. Ma
soprattutto è un modo per coltivare cittadinanza
attiva, dove attribuire ai giovani un ruolo generativo e
foriero di riflessioni, stimoli e attività volte a
inserirsi a pieno titolo nella custodia e nella
valorizzazione del bene comune, in questo caso,
identificabile sotto il cappello della "salute" pubblica.
E poi c'è tutto ciò che tiene viva la
relazione con la comunità anche attraverso linguaggi
diversi, come l'attività del Coro Kika Mamoli, che
continua a portare fuori dall'Hospice una presenza capace di
unire, coinvolgere, creare occasioni in cui è
possibile avvicinarsi e comprendere. Anche queste sono forme
importanti di sensibilizzazione, che rendono il nostro
lavoro più accessibile e più vicino alle
persone.
In questo stesso percorso si inserisce anche il lavoro
portato avanti su Verso Sera, il notiziario
dell'Associazione, che nel corso del 2025 ha assunto una
forma ancora più compiuta, non solo dal punto di
vista grafico, ma soprattutto nella qualità dei
contenuti e nella capacità di restituire il senso del
nostro operare.
Verso Sera si è progressivamente consolidato come uno
spazio di racconto, approfondimento e riflessione, capace di
tenere insieme dimensione istituzionale e testimonianza,
contribuendo a costruire una cultura della cura più
consapevole e condivisa.
è uno strumento che entra in migliaia di case, ma
anche nelle istituzioni, nei luoghi della salute e nei
contesti in cui il tema della fragilità si intreccia
con quello della responsabilità collettiva, ampliando
il perimetro del nostro dialogo con la comunità.
Un lavoro che è, prima di tutto, espressione concreta
dell'impegno dei volontari, che con grande passione e
continuità dedicano tempo, energie e competenze alla
costruzione di una voce che rappresenta l'Associazione e il
territorio.
Accanto a questo, anche la presenza sui canali digitali e
social ha continuato a svilupparsi come leva fondamentale di
comunicazione e divulgazione, permettendoci di raggiungere
pubblici diversi e di ampliare ulteriormente gli spazi di
confronto e consapevolezza.
In questo stesso orizzonte si colloca anche l'esperienza del
Winter Games Express, inserita nel palinsesto degli eventi
di Milano-Cortina 2026, un contesto che per sua natura non
richiama il mondo delle cure palliative e che proprio per
questo ha reso ancora più significativo il messaggio
che siamo riusciti a portare.
La realizzazione della scultura in cioccolato più
lunga del mondo, riconosciuta dal Guinness World Records,
è stata molto più di un risultato tecnico.
è stata la rappresentazione concreta di cosa
significa fare sistema.
Un gesto collettivo che ha coinvolto professionisti, scuole,
istituzioni, volontari, aziende e sponsor, insieme alla
partecipazione dello St. Michael Hospice di Malta, portando
dentro questo progetto anche una dimensione internazionale e
un dialogo tra esperienze di cura appartenenti a contesti
diversi.
Dentro a quei metri di cioccolato si è resa visibile
una filiera che lavora insieme, che mette in comune
competenze, tempo e responsabilità, scegliendo di
orientarle verso un obiettivo che va oltre il prodotto.
La metafora del treno ha accompagnato tutto il progetto in
modo naturale. Un treno non è mai solo un mezzo,
è un percorso, un attraversamento, un movimento che,
come la vita, non si lascia ridurre a un punto di partenza e
a uno di arrivo, ma prende significato nel viaggio
stesso.
Portare questa immagine dentro uno spazio mediatico di
risonanza internazionale ha rappresentato una dichiarazione
forte, anche da parte delle istituzioni, sulla
necessità di riconoscere e dare spazio a una cultura
della cura capace di uscire dai propri confini abituali e di
incontrare pubblici nuovi.
A tal riguardo, un ringraziamento sentito va a tutti i
volontari che si sono fatti custodi di questa esperienza,
accompagnandola nei diversi luoghi in cui è stata
ospitata e diventando, con la loro presenza, portatori
concreti di questo messaggio.
Un impegno che si è tradotto anche in un risultato
tangibile: metà del ricavato dell'iniziativa, il cui
aggiornamento è consultabile sul sito
dell'Associazione, verrà destinato alla nostra
realtà e metà allo St. Michael Hospice di
Malta.
Un gesto che restituisce pienamente il senso di ciò
che è stato costruito insieme.
In questo 2025 si inserisce poi un passaggio che merita di
essere richiamato con particolare attenzione, la fusione per
incorporazione dell'Associazione Chiara Simone, formalizzata
nel luglio 2025. Non un atto formale, né un semplice
passaggio organizzativo, ma un autentico e sincero incontro
tra Associazioni e quindi tra storie, esperienze,
sensibilità che, pur nate in tempi e contesti
diversi, si sono riconosciute nella stessa idea di cura.
Accogliere Chiara Simone dentro la nostra Associazione ha
significato riconoscere il valore di un cammino già
compiuto, la forza di una testimonianza che nasce da una
storia profondamente umana, e la volontà condivisa di
non disperdere ciò che quella storia ha generato.
Significa anche, oggi, allargare il perimetro della nostra
responsabilità, portando dentro l'Associazione Cure
Palliative nuove energie, nuove relazioni, nuovi sguardi,
che non sostituiscono ciò che c'era, ma lo ampliano,
lo arricchiscono. Ed è un passaggio che ci chiede, e
continuerà a chiederci, sempre più maggiore
attenzione, ascolto e cura anche nel modo in cui costruiamo
insieme il futuro.
Il 2025 si è poi concluso con un momento
particolarmente significativo: il 25° anniversario
dell'Hospice Kika Mamoli e Arnaldo Minetti. Un passaggio che
ha avuto il valore di una restituzione collettiva, capace di
tenere insieme memoria e responsabilità.
Ma ci vorrebbero davvero pagine e pagine per restituire fino
in fondo la quantità e la qualità delle
iniziative, degli incontri e delle occasioni che abbiamo
costruito insieme in questo anno.
E probabilmente rischierei di trattenervi troppo a lungo se
provassi a ripercorrerle una per una già in questa
introduzione. Se qualcosa non è stato richiamato qui,
però, non è per mancanza di valore, ma
esattamente per il contrario. è perché il
lavoro che abbiamo fatto è stato così ampio,
così diffuso, così condiviso, da non poter
essere contenuto in poche righe iniziali. Troverà
spazio, come è giusto che sia, nel dettaglio di
questa relazione
È anche dentro questa continuità che il
ricordo di Arnaldo e di Kika continua a orientare il nostro
sguardo e la nostra traiettoria, dando profondità e
direzione a ciò che ogni giorno proviamo a costruire.
Ma tutto questo non esisterebbe senza le persone. Non
esisterebbe senza ciascuno di voi. Senza chi c'è da
anni, dal 1989 e ha visto nascere, crescere, trasformarsi
questa Associazione. Senza chi si è aggiunto nel
tempo, portando energie nuove, idee, disponibilità,
presenza. Senza chi sceglie, ogni volta, di esserci davvero.
E allora…le sfide sono ancora molte. Nel portare le cure
palliative sempre più precocemente dentro i percorsi
di cura, nel rafforzare il legame con il territorio, nel
continuare a costruire cultura e consapevolezza. Ma quello
che abbiamo costruito fino ad oggi ci dice che la direzione
è quella giusta.